Innanzitutto è bene decidere la struttura della propria tesi attraverso un dialettico confronto con il proprio relatore. Una struttura della tesi che ho riscontrato molto frequentemente è la seguente:
INTRODUZIONE
REVIEW LETTERATURA
DOMANDE DI RICERCA
DISEGNO DI RICERCA
METODOLOGIA
RISULTATI
ANALISI
IMPLICAZIONI MANAGERIALI
CONCLUSIONI
LIMITAZIONI DELLA RICERCA
RICERCHE FUTURE
Non è necessario trattare in capitoli differenti ogni singola parte..Io propenderei per lasciare le parti in grassetto "fuori" dalla tesi vera e propria. Volendo inoltre, è possibile minimizzare il numero dei capitoli a quattro (uno per ogni colore).
Sono opportune alcune precisazioni: l'INTRODUZIONE va scritta alla FINE del lavoro. Una volta concluso infatti, l'introduzione è una tra le parti più "creative" della tesi, che deve spingere il lettore (in tal caso i membri della commissione) a proseguire la lettura. Deve interessare; deve dire e non dire; deve far capire dove si vuole arrivare, ma senza svelare troppo; deve contestualizzare il lavoro; deve sottolineare l'originalità del lavoro o l'innovatività dello stesso; deve introdurre "vagamente" le domande di ricerche senza dire "troppo"; deve anche fare riferimento ai contenuti dei diversi capitoli e alla struttura di tutto il lavoro. A detta di un prof. del CESDIA (Centro per lo Sviluppo delle Capacità Didattiche e di Apprendimento) dell'Università Bocconi, i prof. leggono soltanto l'introduzione e da lì decidono che voto darti.
La REVIEW DELLA LETTERATURA è il sostrato teorico cui fare riferimento in TUTTA la tesi...è importante organizzarsi bene le cose da dire, e integrare tutte le diverse prospettive di studio presenti. Pertanto è bene NON TUFFARSI immediatamente nella stesura di questa parte ma leggere, leggere, leggere e prendere appunti...La scrittura è la parte FINALE.
Le altre parti saranno trattate in dettaglio più avanti
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